Fonti giuridiche

La cittadinanza è regolata dalla legge n. 91 del 5.2.1992 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15.2.1992 ed entrata in vigore il 16.8.1992) e dai relativi regolamenti di applicazione: D.P.R. n. 572 del 12.10.1993 (pubblicato sulla G.U. n. 2 del 4.1.1994) e D.P.R. n. 362 del 18.4.1994 (pubblicato sulla G.U. n. 136 del 13.6.1994).

Fino all'entrata in vigore della Legge 5 febbraio 1992, n. 91, la cittadinanza era disciplinata dalla Legge 13 giugno 1912, n. 555.

Per consultare i testi e per informazioni aggiornate, collegatevi ai seguenti link.

Ministero degli Interni - cittadinanza
Gazzetta Ufficiale

Principi posti dalla Legge n. 91/1992

Cittadinanza per nascita

È italiano il figlio di padre o madre italiana. La discendenza materna è rilevante per i nati dal 10 gennaio 1948. Il figlio riconosciuto durante la sua minore età dalla madre o dal padre italiani, è italiano.

Acquisto della Cittadinanza

Per effetto di dichiarazione di volontà dell'interessato

Si verifica nei casi previsti dall'art.4, che contempla, da un lato (comma 1), il caso dello straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta siano stati cittadini per nascita e (comma 2), il caso dello straniero nato in Italia che vi abbia risieduto legalmente e senza interruzioni sino alla data del raggiungimento della maggiore età Quest'ultimo diviene cittadino se dichiara, entro un anno dalla suddetta data (al proprio Comune di residenza), di voler acquistare la cittadinanza italiana.

Per naturalizzazione

Mediante decreto del Presidente della Repubblica, se sussistono i requisiti previsti dall'art. 9. La domanda dello straniero va intestata al Presidente della Repubblica e presentata alla Prefettura della Provincia di residenza.

Tra le condizioni previste dalla legge è essenziale che l'interessato abbia risieduto in Italia legalmente; è cioè richiesto l'ingresso regolare nello Stato, il possesso di un permesso di soggiorno e l'iscrizione all'anagrafe della popolazione residente. Il periodo minimo di residenza è in generale, di 10 anni. Tale periodo è però ridotto nei casi indicati all'art. 9. In particolare è ridotto a 3 anni per i discendenti, fino alla seconda generazione, da persone italiane per nascita.

In relazione al matrimonio

Il coniuge straniero o apolide di cittadino italiano ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana, qualora ne faccia richiesta dopo 6 mesi dalla data del matrimonio, se risiede legalmente in Italia, o dopo 3 anni dalla data del matrimonio, se risiede all'estero (art. 5). L'art. 6 indica i casi in cui è precluso l'acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio.

Dal primo agosto 2015 le domande di cittadinanza saranno ricevute esclusivamente per via informatica, tramite il Portale ALI (https://cittadinanza.dlci.interno.it) del Ministero dell'Interno.

L'interessato a tal fine, previa registrazione sul predetto portale, dovra' eseguire on line la compilazione della domanda di cittadinanza e dovra' presentarla telematicamente, completa della documentazione prevista, tramite il Portale ALI (https://cittadinanza.dlci.interno.it).

Per adozione

Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista automaticamente la cittadinanza italiana (art. 3), sia nei casi in cui l'adozione è pronunziata in Italia, sia quando essa è pronunziata all'estero ed è resa efficace in Italia con ordine - emanato dal giudice - di trascrizione sugli atti di stato civile.

Se l'adottato è maggiorenne, può acquistare la cittadinanza italiana per naturalizzazione, decorso un periodo di residenza legale in Italia di 5 anni successivamente all'adozione (art. 9, comma 1, lettera b).

Perdita della Cittadinanza

La cittadinanza italiana si perde per rinuncia qualora l'interessato risieda o stabilisca la residenza all'estero e possieda, acquisti o riacquisti un'altra cittadinanza (art. 11).

Ne consegue che il minore, non potendo esprimere un'autonoma volonta’ non può perdere la cittadinanza italiana (neanche nel caso che la perda il genitore italiano).

L'acquisto di una cittadinanza straniera non determina la perdita della cittadinanza italiana, salvo che la cittadinanza acquistata sia quella di uno degli Stati ai quali si applica la Parte I della Convenzione di Strasburgo del 6.5.1963, quale modificata dal II Protocollo di emendamento del 2.2.1993.

Casi particolari di perdita sono previsti dall'art. 12 e dall'art. 3, comma 3.

Riacquisto della cittadinanza

Il riacquisto della cittadinanza italiana è regolato dall'art. 13. In linea generale, il riacquisto è subordinato all'esistenza di un legame con l'Italia, che si può manifestare in un rapporto di servizio (civile o militare), con lo Stato o nello stabilire la residenza nel Paese.

Il riacquisto è automatico dopo un anno di residenza in Italia, a meno che l'interessato non rinunzi entro lo stesso termine. Il riacquisto può avvenire altresi’ in base a dichiarazione dell'interessato, resa anche all'estero davanti alle autorità consolari, se, entro un anno dalla dichiarazione, l'interessato stabilisce la residenza in Italia. In quest'ultimo caso il riacquisto è immediato e si verifica il giorno successivo a quello in cui sono adempiute le condizioni e le formalità richieste.

Va rilevato che taluni Stati - tra cui quelli aderenti alla Parte I della Convenzione di Strasburgo del 1963, per effetto della stessa convenzione - prevedono la perdita della loro cittadinanza da parte delle persone che acquistano o riacquistano volontariamente una cittadinanza straniera. Ciò si verificherebbe nel caso di dichiarazione di riacquisto.

Il riacquisto può essere inibito con decreto del Ministro dell'Interno per gravi e comprovati motivi e su conforme parere del Consiglio di Stato (art. 13, comma 3).

Le donne sposate prima del 10.1.1948 con stranieri la cui cittadinanza si sia a loro comunicata automaticamente per il fatto del matrimonio, possono riacquistare la cittadinanza italiana, anche se residenti all'estero, con semplice dichiarazione, in virtù dell'art. 17, che richiama espressamente l'art. 219 della legge 19.5.1975, n.151.

Le donne che avevano automaticamente acquistato una cittadinanza straniera per matrimonio contratto dal 10.1.1948, in base alla più recente giurisprudenza si considera non abbiano perduto la cittadinanza italiana per il fatto dell'acquisto per matrimonio della cittadinanza straniera del marito.

Accertamento del possesso della cittadinanza italiana per nascita

Qualora la discendenza di una persona da genitore o avo italiano non risulti nei registri dello stato civile italiano, si rende necessario procedere all'accertamento della discendenza e della circostanza che gli ascendenti abbiano mantenuto - e quindi abbiano potuto trasmettere - la cittadinanza italiana. Se si tratta di ascendenza materna essa è invocabile solo per i nati a decorrere dal 10.1.1948.

L'autorità competente ad effettuare l'accertamento è determinata in base al luogo di residenza: per i residenti all'estero è l'autorità diplomatico-consolare territorialmente competente, per i residenti in Italia l'ufficiale di stato civile del Comune di residenza.

Documentazione da presentare

Per quanto riguarda la documentazione da presentare per i singoli atti concernenti la cittadinanza e per altre informazioni in materia, potete consultare il sito web del Ministero dell'Interno.

Ministero dell'Interno - cittadinanza

 

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